Un piccolo tour per visitare Procida in un giorno, da Terra Murata alla Chiaiolella passando per la colorata Corricella, tra natura e architetture tipiche, tra sapori autentici e atmosfere d’altri tempi. L’isola di Procida, a poche miglia marine dalla terraferma si raggiunge facilmente in meno di un’ora di navigazione partendo dal porto di Napoli o di Pozzuoli. Le sue ridotte dimensioni, meno 4 km quadrati, rendono possibile che Procida in un giorno si possa visitare praticamente tutta, basta sapere dove andare e come raggiungere quelli che sono i principali centri storici dell’isola. Con il traghetto, o l’aliscafo, si arriva alla Marina Grande, il porto di Procida, centro nevralgico dove trovare ristoranti, bar, negozi d’abbigliamento, d’artigianato e di souvenir oltre a attività di noleggio motorini, biciclette, minicar e imbarcazioni di ogni tipo.

Terra Murata, l’ex carcere borbonico e l’Abbazia di San Michele Arcangelo.

Percorsa tutta via Roma fino alla seicentesca Chiesa di Santa Maria della Pietà, si sale per via Vittorio Emanuele e si prosegue verso sinistra per via Principe Umberto che conduce all’ingresso di Terra Murata. E’ possibile raggiungerla a piedi con una passeggiata di circa 20 minuti oppure prendere il piccolo autobus C2 che parte da davanti alla Chiesa o un taxi, una scelta consigliabile se si desidera visitare Procida in un giorno solo.

Attraversando l’antica porta si entra in un’altra dimensione, in un’altra epoca quasi. Prima tappa l’ex carcere borbonico, testimone silenzioso della storia di questo borgo. Non più in uso dal 1988, è stato da poco aperto al pubblico, su prenotazione dal sito del Comune di Procida: www.comune.procida.na.it .

La visita guidata dura circa un’ora e al costo di 10€ consente di visitare il cortile, la caserma delle guardie, l’edificio delle celle singole, il padiglione delle guardie, l’edificio dei veterani, la medicheria e la parte del vecchio terreno agricolo coltivato dai detenuti.

Costeggiando le mura dell’ex carcere ci si addentra sempre più in quello che è il nucleo più antico dell’isola, ubicato in alto, in posizione di controllo sul Golfo di Napoli. Qui tra architetture tipiche, ampi cortili su cui affacciano le piccole case dalla scalinata esterna a collo d’oca, tra panni stesi al sole e scorci a strapiombo sul mare, si scorge l’Abbazia di San Michele Arcangelo (XI sec.), gioiello incastonato nelle strette strade del borgo.

Oltre alla chiesa – splendida con il suo soffitto a cassettoni (XVII sec.) in legno ed oro zecchino con al centro dipinto San Michele che sconfigge Satana (1699) – è possibile visitare il complesso museale che si sviluppa nei tre piani sottostanti all’abbazia. Scendendo le scale, da piccole finestre si ammirano panorami incredibili a strapiombo sul mare.

 

La Corricella: il borgo dei pescatori.

Da Terra Murata il giro di Procida in un giorno prosegue riscendendo, rigorosamente a piedi, per ammirare il panorama mozzafiato. Appena lasciata alle spalle la porta, sulla sinistra una stradina conduce alla Chiesa di Santa Margherita Nuova, splendida con le sue forme quasi metafisiche, incorniciata da un lato dal costone da cui si affacciano le abitazioni di Terra Murata e dall’altro dalla costa orientale dell’isola, con un panorama che va dalla Corricella fino al promontorio che chiude la spiaggia della Chiaia.

All’altezza della Chiesa di Santa Maria delle Grazie si gira a sinistra e, infine, scese le scalette si arriva in un piccolo mondo antico e colorato, Marina Corricella, fatto di pescatori intenti a intrecciare reti, di bambini che giocano mentre le donne stendono i panni approfittando dell’intenso sole che bacia costantemente questo luogo magico.

Un puzzle di case di diversi colori che si specchiano nelle trasparenti acque del porticciolo: uno scenario splendido, scelto anche per girare spot di famosi marchi (l’ultimo firmato Dolce e Gabbana) e film di fama mondiale, come Il Postino (1994, Michael Radford), con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta.

Una granita di limoni procidani e un piatto di “paranza”, composto da piccoli pesci appena pescati, in uno dei caratteristici ristorantini dove assaporare la vera cucina isolana e si torna al porto per raggiungere l’ultima tappa del viaggio.

 

La Chiaiolella e Vivara: tra natura e mare.
marina chiaiolella

Si torna giù al porto dove accanto alla stazione marittima c’è il capolinea degli autobus L1 o L2 che portano direttamente sul versante opposto dell’isola: Marina Chiaiolella. E’ questo un altro centro vivo dell’isola, tappa immancabile per chi desidera visitare Procida, in un giorno o anche prendendosi magari un weekend per rilassarsi sulla lunga spiaggia di Ciraccio e di Ciracciello, con panorama su Ischia e sull’isolotto di Vivara. Qui si può pranzare in uno dei ristoranti del lungo mare o di fronte alla bella darsena degustando i sapori locali, o magari concedersi un bel giro in kayak alla scoperta del misterioso isolotto di Vivara.

Porzione del cratere del vulcano di cui un tempo anche Procida faceva parte, è collegato all’isola da un vecchio ponte ed è una riserva naturale protetta da poco di nuovo aperta al pubblico solo su prenotazione.

Per prenotare una visita a Vivara con una guida naturalistica autorizzata dalla RNS è necessario andare su questo link: www.Comune.procida.it e specificare i dati di ogni visitatore e contestualmente effettuare il pagamento online sulla medesima pagina o effettuare un bonifico entro 48 ore dal giorno di visita intestato al Comune di Procida IBAN IT26 W07601 03400 0000 18690 990.

Il percorso è affascinante: qui, infatti sono state rinvenute tracce di popoli preistorici.

Quando il clima lo consente, per chi ama il relax assoluto e desidera chiudere in bellezza il tour di Procida in un giorno, può invece scegliere di trascorrere alcune ore steso su un comodo lettino a prendere il sole o all’ombra di un ombrellone, lontano dalla calda spiaggia ma senza rinunciare alla brezza marina e al panorama in uno dei solarium dell’isola, tra freschi cocktail e musica lounge immersi in un’elegante piscina in riva al mare.

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